La funzionalità della bellezza.

La bellezza la pensiamo o la percepiamo?
E ciò che è bello è anche utilizzabile?

Trovare il nesso tra estetica ed usabilità, in quanto designer, ci pone di fronte al principio di “forma che segue la funzione”, concetto introdotto nel secolo scorso e su cui si fonda l’architettura moderna e il design industriale. Questo non è un concetto sempre valido in ambito web, dove la forma è funzione.

La forma, infatti, è funzione perché può informare.
Offre risposte prima ancora che ci poniamo domande, risolve problemi e, soprattutto, rende un prodotto usabile e vendibile.

Bellezza, sistema limbico e siti web.

La sensazione di bellezza risiede nel sistema limbico, il luogo da dove partono i nostri centri del piacere. Quello che vedo e percepisco non passa attraverso il mio pensiero.

Le connessioni che esistono tra ciò che i vostri occhi vedono (su uno schermo per dirne una) e come i vostri organi di senso reagiscono sono molto più veloci di quelle che coinvolgono, ad esempio, la formazione del pensiero.

Ecco perchè nella progettazione di un sito va in primis ricercata la funzionalità emozionale delle cose, per renderle fantastiche, meravigliose, per far sì che si crei un legame emotivo tra ciò che avete progettato e l’occhio dei visitatori dei vostri siti.

Un trucco elettrochimico da prestigiatore che si rivela ancor prima che un utente possa rifletterci sopra, l’elemento magico che costringe l’utente a restare sul sito che avete progettato fino a concludere, ad esempio, una vendita o a condividere la pagina sulle sue piattaforme social.

Più bellezza per tutti!

Molti sostengono che è il tipo di sito che stabilisce il rapporto tra estetica e usabilità. Alcuni siti web hanno bisogno di un design impeccabile e “bello” per via di quello che offrono (i fotografi, ad esempio: belle immagini per promuovere le loro capacità), mentre è assodato che altri siti beneficiano maggiormente di un design basico e non incentrato sull’estetica (su tutti l’esempio eclatante è Amazon, forse tra i più brutti in circolazione, poco usabile in teoria, ma il più grande seller al mondo).

Umberto Eco sul concetto di bellezza ci ha scritto un saggio interessante e molto piacevole da leggere e guardare ma, se dovessi riassumere tutto in una frase è questa: la bellezza è soggettiva ed estrinseca. Vale a dire: cambia a seconda del tempo, della cultura e, soprattutto, di chi guarda. Allora come facciamo a compilare uno standard di bellezza in relazione a una pagina web/sito che sia bello ma anche funzionale?

Non c’è dubbio che gli utenti abbandoneranno qualsiasi sito o comunicazione digitale se non ne ricavano un’immediata esperienza soddisfacente. Il 73% di chi dirige questo settore considera l’esperienza degli utenti come una delle sfide più difficili da affrontare. Siti e applicazioni, anche ben finanziati, possono fallire senza l’utilizzo di regole di web design focalizzate sull’utente.

É più veloce la mano o l’occhio?

la funzionalità della bellezzaLa connessione occhio/clic è velocissima e ben conosciuta, eppure così tanti tra quelli che operano in questo settore, dal giovane designer fino alla web agency, omettono di prendere in considerazione la soddisfazione degli utenti nella progettazione e realizzazione dei loro prodotti digitali.

Nonostante la conoscenza di alcuni elementi fondamentali, tesi a rendere la permanenza su un sito un’esperienza memorabile, troppo spesso chi progetta e disegna non riesce proprio a fare di questi elementi una priorità.

Ad esempio, perché nel 2017 si vedono ancora in circolazione siti senza un bottone “up”? O avete una motivazione scientifica per non averlo inserito o, semplicemente, avete scordato di inserirlo ;).
Per rendere vano il lavoro di mesi, avendo sprecato tante risorse, ai navigatori basta una prima occhiata al sito per decidere immediatamente di abbandonarlo se non rispecchia i suoi gusti.

Bastano circa 50 millisecondi per formare una scarsa opinione su un sito / app / prodotto digitale, nella mente di un visitatore.

David Copperfield, uno di noi.

Essere in grado di progettare un sito bello/funzionale risiede nella capacità di catturare l’utente in un attimo, la magia di cui parlavo poco fa.

Questo genere di capacità professionali non si raggiunge – né si esaurisce – con un paio di corsi di studio, ne’ con un master. Tantomeno partecipando a un workshop di qualche linguaggio di codice o imparando dai tutorial di grafica su youtube.

Il visual design per professione si sviluppa attraverso lo studio e l’esperienza pratica di un mix di conoscenze e discipline diverse.

studio dell'eytracking
Foto: eyetracking.com

Per citarne una, lo studio dell’eyetracking, dove la minima complessità dei fenomeni percettivi può definire un click su una parte della pagina o spingere l’utente ad abbandonarla, nell’istituto Nielsen è in costante aggiornamento. Quando è stata l’ultima volta che siete andati a leggere gli ultimi studi in merito?

Non è possibile credere di essere un professionista nel settore web design / UX design e non pensare di continuare a studiare. In modo costante e continuo, anche al di fuori del settore del web. Le dinamiche del visual design comprendono molti fattori e la combinazione di questi, in diversi ambiti della comunicazione.

Gli elementi da gestire nella progettazione di un sito.

Ad esempio, nel progettare il wireframing di un sito, il web designer si troverà a dover intervenire su un insieme composto da questi elementi:

  • tipografia e font

  • immagini e foto

  • video e animazioni

  • azioni marketing

  • la brand identity del cliente / prodotto

  • copywrite e testi

  • la palette dei colori

E deve saperlo fare con cognizione di causa, deve averli studiati e continuare a studiarli. (Spesso mi chiedo quanti web / UX designer siano mai entrati in una tipografia o in uno studio fotografico serio).

Le archistar

La facilità con cui internet offre soluzioni di qualsiasi tipo trasforma amatori in pseudo professionisti solo perché – magari – capaci di attivare WordPressQuesto CMS gratuito è nato nel 2003 ed in pochi anni è diventato la piattaforma... o installare un tema scaricato da Themeforest (fortunatamente nel panorama italiano esistono stelle che brillano forte, e meno male, ma sono ancora troppe poche IMHO). Ma è davvero ciò di cui il mercato e le aziende hanno bisogno?

Questo genere di offerta professionale, oltre a spingere al ribasso i compensi della categoria, imbrutisce il pubblico, gli utenti, ed appiattisce le aspettative. Vi siete mai chiesti perchè ci siano webdesigner strapagati? Ve la do io la risposta: perchè sono bravi, bravi da far piangere, basta farsi un giro su Dribble. Ed essere bravi significa anche conoscere tutto: estetica classica, linguaggi di codice, letteratura, suono ed immagine, etc.

Web design: da dove cominciare per far bene?

Lo so, è difficile da definire con precisione cosa rende soddisfacente l’esperienza di un utente, come tradurre su schermo la teoria e rendere la bellezza un elemento funzionale. Da dove iniziare?

Magari cercando di capire perchè il sito che hai appena progettato non risponde al canone di bellezza funzionale.

La lista potrebbe essere infinita, ma questi 7 elementi, singolarmente o in combinazione tra loro, riassumono le ragioni per cui vi trovate di fronte ad un sito privo di bellezza funzionale:

  1. Il sito è stato fatto di fretta, spesso per venire incontro ad un budget ridotto, senza reale progettazione, su carta o attraverso l’utilizzo di un software per wireframing. In circolazione ce ne sono diversi: uxpin e balsamiq a mio personalissimo avviso i migliori se lavorate in un team ampio, ma non dimenticate il metodo carta/penna/post it, forse il più classico di tutti (My fav).
  2. La progettazione ha tenuto conto in gran parte solo dello sviluppo, concentrandosi sull efficienza o solo sulle indicazioni del marketing, concentrandosi solo sulla strategia, o solo sull’architettura dei contentuti, ma non sugli elementi estetici che rappresentano la Brand identity del cliente. Chiedetevi sempre: questo sito rappresenta l’identità del cliente/prodotto? Se si guardasse il sito per 3 secondi soli, l’utente saprebbe dire dove era?
  3. Le parole sono importanti, se il sito ha un payoff povero e delle headline deboli, si vede (dov’è il vostro copywriter?)
  4. Non sapete dire no al cliente e alle sue assurde richieste. Questo è un punto importante. Un web designer è grande quanto le sue capacità di negoziazione e di saper esprimere in modo convincente le ragioni importanti dietro le scelte che opera. Imparare a relazionarsi con l’art director o per i freelance, con il proprio cliente è uno skill necessario e tutti possono imparare.
  5. Non conoscete la Gestalt e non avete mai sentito nominare il concetto di negative space. Cosa c’entra una corrente psicologica tedesca con il web design? Se davvero avete fatto questa domanda vi consiglio di cominciare da qui.
  6. Siete dei designer che odiano gli sviluppatori o pensate di progettare dei siti solo partendo dal fatto che siete dei bravi sviluppatori. No, non funziona così. Un designer bravo serve allo sviluppatore, quanto lo sviluppatore al designer. Punto.
  7. Avete dimenticato cosa è la grafica e arrancate tra gli strumenti che occorrono per creare visual potenti e gli elementi grafici che vi servono per il sito e le best practice tra jpg, png e svg. Dal 2016 esiste un’alternativa valida e velocissima (oggi anche per Windows non più solo per Mac) a Photoshop e Illustrator davvero al costo di due pizze. Si chiama Affinity. Potete scaricare un trial di entrambi che dura 30 giorni.

Non si impara tutto in un giorno e, come spesso sento ripetere, “practice make perfect”, quindi, fai, prova, vai, tèsta, sbaglia e ricomincia!

..Che poi è il motivo per cui amiamo internet, perchè è un processo in divenire ed è entusiasmante, una sfida continua.

A questo punto forse vi state chiedendo se tutte queste chiacchiere sulla bellezza vi servano davvero.
Sì. Vi servono.
Voi non siete Amazon.

…………………………………

Credits foto: Francesco Castiglione.

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Leave a Reply