Aprire la P.Iva subito o usare la prestazione occasionale? Fatti i conti!

L’apertura della partita Iva come lavoratore autonomo può essere onerosa se non si ha da subito un certo numero di clienti costante. Quindi meglio se prima di procedere consulti un commercialista in gamba, che non pensi solo a darti il codice Ateco (quello che specifica la tua attività), ma ti faccia anche domande sul tuo supposto giro d’affari e ti aiuti a capire quale sia la scelta migliore per te.

Freelance agli inizi? Puoi usare le ricevute per “prestazione occasionale”.

La prestazione occasionale con ritenuta d’acconto è regolarmente prevista dal nostro sistema fiscale e previdenziale. Per chi inizia una nuova attività è spesso la forma consigliabile, anche se limita le opportunità e non sempre offre ai clienti l’immagine professionale che si aspettano. Ma puoi comunque sfruttarla per vedere come iniziare e sviluppare in seguito il tuo giro d’affari.

Sappi che deve obbedire sostanzialmente a due regole:

  1. l’attività deve essere occasionale e non continuativa, per un ammontare che non superi 5.000 Euro lordi all’anno.
  2. non deve essere prestata per un periodo superiore ai 30 giorni durante l’anno solare.

Senza P.Iva posso lo stesso farmi pubblicità?

No. Secondo le vigenti normative, chi promuove la vendita dei propri servizi sia su sul sito web o sui social, si identifica automaticamente come professionista. Quindi se vuoi farti pubblicità devi mettere in regola la tua posizione col Fisco.

Quando invece apri la partiva Iva

Per le professioni di sviluppatore e designer, i codici Ateco da usare sono:

“74.10.21 – Attività dei disegnatori grafici di pagine Web“;
“62.01.00 – Produzione di software non connesso all’edizione“.

Sono entrambe ritenute attività artigiane e richiedono anche l’iscrizione nell’albo artigiani. Questo si fa con un’apposita comunicazione al Registro Imprese della Camera di Commercio.

Per altre professioni vedi tutti i codici Ateco.

Il Regime Forfettario

Fermo restando il consiglio di rivolgerti ad un consulente che ti affianchi in un primo esame della tua personale situazione e dei tuoi progetti, ci sono diverse forme fiscali da adottare a seconda del giro di affari e di altri requisiti. Il più comunemente consigliato per webmaster e designer è il regime fortetario.

freelance: le agevolazioni per l'apertura di nuove attivitaRappresenta il regime naturale delle persone fisiche che esercitano un’attività di impresa, arte o professione in forma individuale, purché siano in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge.

Al regime possono inoltre accedere i soggetti già in attività.

Non prevede una scadenza legata ad un numero di anni di attività o all’età anagrafica. La sua applicazione, pertanto, è subordinata solo al verificarsi delle condizioni e al possesso dei requisiti prescritti dalla legge.

Agevolazioni previste dal regime fortetario

Con l’intento di favorire ulteriormente le nuove iniziative economiche, il legislatore con la legge di stabilità per il 2016, ha stabilito che, a decorrere dal 2016, il reddito determinato con i criteri sopra illustrati, sia assoggettato ad un’imposta sostitutiva del 5%, per i primi 5 anni di attività. E’ stato altresì prevista, anche per i soggetti che nel 2015 hanno iniziato una nuova attività, l’applicazione, per il quadriennio che residua al compimento del quinquennio, dell’imposta sostitutiva nella misura del 5%.

Per poter beneficiare degli ulteriori vantaggi è necessario che:

  • il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare
  • l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni
  • qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del beneficio, non sia superiore ai limiti che, a seconda dell’attività, consentono l’accesso al regime.

La possibilità di applicare l’imposta sostituiva al 5% è riconosciuta anche ai soggetti che applicavano il regime fiscale di vantaggio al 31 dicembre 2014 e che hanno i requisiti previsti per applicare la nuova agevolazione.

Per contribuenti che iniziano l’attitivà:

Contribuenti che iniziano l’attività col regime fortetario

I contribuenti che iniziano un’attività d’impresa, arte o professione e che presumono di rispettare i requisiti e le condizioni previste per l’applicazione del regime, hanno l’obbligo di darne comunicazione nella dichiarazione di inizio attività (modello AA9/12).

Tale comunicazione non ha valore di opzione, trattandosi di un regime naturale, ma è richiesta unicamente ai fini anagrafici. L’omessa indicazione nella dichiarazione di inizio attività dell’intenzione di applicare il regime forfetario non preclude, quindi, l’accesso al regime medesimo, ma è punibile con una sanzione amministrativa da 250 euro a 2.000 euro.

L’attestazione della sussistenza dei requisiti per l’accesso al regime e dell’assenza della cause ostative va fatta in sede di dichiarazione annuale dei redditi.

I contribuenti che potenzialmente devono applicare il regime forfetario hanno la possibilità di disapplicarlo, ovvero di fuoriuscirne, optando per la determinazione delle imposte sul reddito e dell’imposta sul valore aggiunto nei modi ordinari. L’opzione per il regime ordinario avviene tramite comportamento concludente, ma deve, in ogni caso, essere comunicata barrando l’apposito campo della dichiarazione annuale IVA da presentare successivamente alla scelta operata. L’omessa comunicazione in dichiarazione della volontà di applicare il regime ordinario non inficia l’opzione effettuata, ma è punibile con una sanzione amministrativa da 250 euro a 2.000 euro. L’opzione per l’applicazione del regime ordinario è valida per almeno un triennio.

Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l’opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata.

I contributi Inps e il diritto camerale

Sono soggetti a diversi aggiornamenti. La circolare INPS del gennaio 2017 specifica le diverse contribuzioni attuate al momento della redazione di questo articolo. Una guida dettagliata con tabelle molto più facili da consultare rispetto a quelle dell’Ente governativo è stata scritta da EcNews sui contributi e gli acconti INPS.

Il diritto camerale è l’ultimo balzello da prendere in considerazione. L’importo è fissato dalle Camere di Commercio e  mediamente è intorno ai 100 euro.

Giuseppe Spartà

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